IL DIALETTO MONTEROTONDESE
I dialetti sono il nostro patrimonio culturale, ci permettono di conservare nel tempo, riscoprire e riplasmare le antiche tradizioni, ma per sopravvivere devono essere "vivi", "vitali", "parlati", altrimenti diverrebbero solo dei virtuosismi o un esercizio per pochi. Tramandandosi sempre uguali a se stessi, divenendo fissi e "rigidi" perderebbero la loro stessa essenza, che è appunto quella comunicativa.
La lingua per sopravvivere cambia, o meglio potremmo dire che il cambiamento, il mutamento è la caratteristica principale di una lingua viva, non racchiusa nelle pagine dei libri, ma in evoluzione, pronta ad accogliere, abbracciare o a respingere e allontanare.
Parafrasando quello che Gian Carlo Oli disse della lingua, essa non va difesa, va studiata. Il preziosissimo lavoro di coloro i quali si sono occupati nel tempo di raccogliere e registrare i dialetti locali ci permette di conoscere e conservare le antiche tradizioni e di osservare i cambiamenti interni alle tradizioni ed al dialetto stesso. Pensiamo ad esempio alla "Grammatica e Glossario" del dialetto monterotondese, inestimabile lavoro di Osvaldo Scardelletti (1928-1991), che si è occupato di registrare con estrema perizia il dialetto parlato ancora oggi nelle strade e nelle case della nostra cittadina; esso rappresenta l'espressione più viva e vitale del dialetto che tramandandosi di padre in figlio si trasmette nella memoria e si arricchisce nell'uso quotidiano. Pensiamo inoltre alla grande difficoltà affrontata dall'autore nel rendere in modo univoco e semplice alcuni suoni, senza chiamare in causa la fonetica o la fonologia e senza fare ricorso all' Alfabeto Fonetico Internazionale, al fine di rendere sia la GRAMMATICA sia il VOCABOLARIO strumenti intuitivi, comprensibili e fruibili per tutti.
Il vocabolario disponibile nel sito è il frutto di una commistione tra testi di vari autori che integrano il lavoro di Osvaldo Scardelletti, pubblicato postumo nel 1992 da Balzanelli Aldo & C. nel libro "RACCONTARE MONTEROTONDO", e deve pertanto essere considerato un lavoro aperto al contributo di tutti.
Si ringraziano la famiglia Scardelletti e la TIPOGRAFIA BALZANELLI per averne permesso la pubblicazione.
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